"..e come tutte le più belle cose, vivesti solo un giorno, come le rose." faber
Signori e signore, è con grande tristezza, ma altrettanta serenità, che annunciamo l'inatteso addio al Beer&Basket. Il nostro torneo, durante questi 5 anni, è diventato grazie a voi e a noi, una grande macchina che produce gioia, divertimento, rispetto, sport, valori, quindi Vita. Ma questa macchina inizia a correre davvero troppo veloce, e consuma, e ci consuma altrettanto rapidamente. Non riusciamo più a pilotarla. E alcuni sistemi più grandi di noi, economico-politico-burocratici, non ci permettono e non ci aiutano almeno a provarci. Il torneo rischia di appartenere ormai ad una categoria d'auto che solo abili menti, supportate da grande lavoro e portafoglio zeppo di denaro (e di contraddizioni), saprebbero guidare.
Ci piace invece pensare che, all'interno di una società e di una morale collettiva che ha, come unico scopo, la velocità, l'accelarazione, la crescita del profitto, esistano ancora piccoli sistemi fondati su lavoro e principi semplici, più lenti, più veri, ma non per questo meno intensi e profondi. Se il Beer&Basket si ferma ora, rimane uno di questi sistemi, e noi padri ideativi ne siamo fieri e felici. Altresì, rischierebbe di perdersi all'interno di un deserto in cui sarebbe molto difficile, se non quasi impossibile, guidare la carovana alla meta mantenendo tutti i valori in cui crediamo. Quindi preferiamo, e scegliamo, con gli occhi lucidi di gioia e il cuore infranto e nostalgico, di finire questo nostro breve viaggio. Ringraziamo tutti, proprio tutti coloro i e le quali hanno partecipato a questi 5 tornei, dagli atleti agli arbitri, dai vincitori ai vinti, agli amici, al comune e alla parrocchia di Isola Vicentina, a tutti i sostenitori economici con particolare menzione alla Masep e al Birrone, a tutto lo staff di queste splendide 5 edizioni, allo sport, alla pallacanestro, nostra vita. Abbiamo, tutti noi, vissuto una breve esperienza, come la vita di un fiore. Siamo stati concepiti, interrati, innaffiati, siamo cresciuti, diventati fiore, profumo. Ricordateci per questo profumo. Grazie.
Buona fortuna, arrivederci e un abbraccio a tutti.
"Ogni van chiuso, ogni coperto loco, quantunche ogni materia circumscrive, serba la notte, quando il giorno vive, contro al solar suo luminoso gioco. E s’ella è vinta pur da fiamma o foco, da lei dal sol son discacciate e prive con più vil cosa ancor sue specie dive, tal c’ogni verme assai ne rompe o poco. Quel che resta scoperto al sol, che ferve per mille vari semi e mille piante, il fier bifolco con l’aratro assale; ma l’ombra sol a piantar l’uomo serve. Dunche, le notti più ch’e’ dì son sante, quanto l’uom più d’ogni altro frutto vale."
Era un lontano Settembre 2004. Io, Pamela, Lele e Silvia sbarcammo in quel di Lampedusa. Ad accoglierci il mitico Enzo. Ricordo che tra le prime cose che ci chiese, ci fu la richiesta di togliersi l'orologio; in un isola, sopratutto se in vacanza, non serve la conoscenza del tempo. Si mangia qunado si ha fame, ci si alza quando si è riposati, si dorme quando si è stanchi, si nuota quando se ne ha voglia. Era un monito a vivere secondo bisogno e desideri, e non secondo doveri o ritmi preimposti. Era inno alla libertà. Da allora, non ho più rimesso l'orologio, me ne sono quasi scordato. E sinceramente, non ne ho mai sentito la mancanza. Però oggi, non so il perchè, ma è scattato qualcosa in me, che mi ha fato desiderare di rimetterlo. Desidero risentire il peso del tempo addosso al mio corpo. Ho ri-indossato un orologio, l'orologio meccanico e automatico regalo di mamma e papà. Il tempo che desidero sentiere, è però un tempo astratto, un tempo morale, un tempo sentimentale. Il tempo del sogno e del desiderio, che è pur sempre libertà.
"L'orologio meccanico non è né un orologio tellurico, né un orologio cosmico. È una terza cosa, una creazione dell'intelletto che non indica né il tempo astronomico né il tempo terreno. Quello che ci viene dispensato è tempo astratto, tempo intellettuale. Non è un tempo che ci venga offerto in dono, come la luce del sole o gli elementi naturali, ma un tempo che l'uomo elargisce a sé stesso e di cui dispone. Ciò comporta una perdita ma anche un guadagno. E, insieme, suscita nell'uomo il suo dubbio più radicale, se cioè egli dimori in una prigione o in un palazzo." E. Junger
Passo del Lucomagno, Svizzera, CantonTicino. L'ultima forte immagine del mio ultimo viaggio. In attesa della prima immagine del prossimo. Nel mezzo, la lunga attesa delle mie porte del paradiso.
Ladies and gentleman ! Da oggi parte la rubrica "RICORDANDO" ! Inviatemi una foto o un fotomontaggio che ha fatto la nostra storia, possibilmente gioviale e non tristo !Sarà mia cura pubblicare sul blog...
E a fine anno premio alla miglior foto-fotomontaggio !!!!
" [... ] Ma che cosa fai no, non ci pensare tanto non vedi che delusione, quanti discorsi, quante parole, per poi ricominciare a camminare. Ma che tristezza che malinconia ma che tristezza che malinconia e con gli occhi accesi di speranza camminando attento e con prudenza mi ritrovo solo in questa stanza a pensare se c'è ancora in noi un po' di coscienza per stare li a guardare questo mondo senza amore, incamminarsi verso una pallida esistenza [...] "
La primavera è definitivamente sbocciata. Io sono pronto ad iniziare a sfornare le mie uova. Quelle creative s'intende. Inizieranno le cap-pe-formance ! Momenti di libero sfogo mentale creativo ludiko no sense. Servirà ?? Ma... non servirà ! O forse si...
"Gira gira la gran ruota e la terra non è vuota. Ad ognuno la sua parte saper vivere è un arte. Arrossisci finche vuoi, corri, fuggi se puoi..... ma..... non servirà!! ma..... non servirà!! "
Carfugio, dal latino "scaru" (non costoso) e "fugius" (fuggire), è l'ideale mezzo economico per fuggire riparandosi da ciò che non ti garba. Adatto a bambini sotto la media (o parecchio sopra).
CARFUGIO, NON SOLO UN RIFUGIO
ludikoBoy + missPaka + Ben + Cappe
(qui ci sarebbe una gift che il mio blog non mi lascia caricare....quindi suvvia, pazienza, e un pò d'immaginazione!!!)
"Il due non è il doppio, ma il contrario di uno, della sua solitudine. Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato" "Mi stese, poi si tolse i panni, lasciandovi una veste bianca, lieve. Entrò nel buio delle sue coperte e mi coprì tutto il corpo col suo. Stavo sotto di lei a tremare di felicità e di freddo. Le nostre parti combinavano una coincidenza, mano su mano, piede su piede, capelli su capelli, ombelico su ombelico, naso a fianco di naso a respirare solo con quello a bocche unite. Non erano baci, ma combaciamento di due pezzi. Se esiste una tecnica di resurrezione, lei la stava applicando. Assorbiva il mio freddo e la mia febbre, materie grezze che impastate nel suo corpo tornavano a me sottoforma di amore. Il suo teneva sotto il mio e il mio reggeva il suo, come fa una terra con la neve. Se esiste un'alleanza tra femmina e maschio, io l'ho provata allora." Erri de Luca, Il contratrio di uno
Grandi occhi velati e stupiti, m'osservano non sanno l'affanno, non voglion capire sorrisi si fermano al confine di plastica un palco o uno schermo, che insegna mondi lontani.
Mi nutrite in superficie, dalla superficie, con cibo al veleno e il mio corpo, già morto, lo insegue tra torbide acque
Vi piace il mio lento e confuso viaggiare, rotondo, dentro me stesso, dentro questo trasparente mappamondo.
Vi consola e rasserena possedermi, io sopramobile mobile che boccheggio, con arte, e disegno su voi serene certezze
Ma vivo e mi muovo, e sogno, in un luogo non mio ed urlo, in silenzio, mentre il respiro s'affanna.
Osservatemi e gioite! grandi occhi pigri vi offro ancora per poco l'illusione del gioco danzerò un'ultima volta, pensando a quel mare io pesce rosso, del rosso del sangue che canta nel cuore.
UN OMAGGIO ALLA NOSTRA SQUADRA, AL NOSTRO COACH, AL NOSTRO PRESIDENTE E AL NOSTRO PUBBLICO.
UN AUTUNNO DA FENOMENI, CON ILLUSIONI E FORSE TROPPA LEGGEREZZA E PRESUNZIONE. POI UN MESE TERRIBILE DI BUIO, FATICHE E SCONFITTE. ORA LA LUCE, L'IMPEGNO, L'UMILTA', IL GRUPPO CHE CRESCE, I RISULTATI, LA GIOIA. FILOTTO DI 6 PARTITE VINTE DI FILA, E GRANDE PROVA CONTRO I PRIMI STASERA: VILLAVERLA BATTUTA DI TREDICI, SPALTI IN DELIRIO, SANGUE E CUORE. A ISOLA NON SI PASSA.
GRAZIE AD ALES, ANGELO, MITCH, ROBI, GAS, DAVIDE, PAU, MAMA, MASIELLO, VLADE BIBAZ, AIRONE ZARA, GNELLA, CASON, ALEX...GRANDE GRUPPO RAGA, VI STIMO TUTTI.
STATE SERENI (E ANCHE UN PO' MASIELLI) CHIO E PAN CORIERA CUORE ISOLA
Giust'oggi, con mia madre sulla destra, e mio nonno di fronte, mi chiedevo il perchè di un nome di donna così inconsueto. Mi chiedevo il perchè quel lontano giorno mio nonno (perchè so per certo che decise lui), decise appunto di chiamare la mia futura madre Carmen. Il nome deriva dal titolo dell'Opera liricadi Georges Bizet. Mio nonno scelse il nome in omaggio all'Opera. E non si limitò, aggiunse pure Tosca. CarmenTosca. Il fardello di significati e di gusto paterno da portarsi addosso tutta la vita è impegnativo. Io inizio oggi a chiedermi il perchè, è lo faccio suggerendomi qualche chiave di lettura.
Forse CARMEN rappresenta la libertà, che per certi versi è il buio di mia madre. Mentre TOSCA rappresenta l'arte ("vissi d'arte"cit.), che invece ne è la luce.
E' molto tardi stanotte. Questi ultimi istanti prima che le palpebre si chiudano da sole, senza chiedermi il parere, mi trasportano tra i brevi momenti che la vita mi ha offerto stasera. Un'idea scansionata al volo ad orario di chiusura. Una radio che trasmette ignara "signor hood" di de gregori. Un prosecco vivace, che sapeva di primavera, temperatura a parte. Un cappotto verde bottiglia e un'innocua sfida. Un rabosello dai ricordi a spicchi. Una signora cena, condita da concetti profondi. Un pinot nero e mezzo moscato di trani. Una tisana equosolidale. Una mail. E ora dei tasti come unica colonna sonora della buonanotte. Forse domani svanirà tutto, forse. Però quel profumo, quello, si stabilirà nella mia personale biblioteca dei ricordi.
Oggi giornata di neve. Tra finti disagi e insipidi lamenti. Si dovrebbe parlar d'altro, magari dell'ennesima legge ad personam. O magari delle mani alzate da LaRussa contro un giornalista che aveva fatto una domanda. Si parla invece di grande fratello, di piazze, di sconfitte rossonere, e di meteo. A me il meteo d'oggi è piaciuto. Ormai lo sapete che la neve mi porta dolcezza e bellezza. Oggi dedico una playlist al suo canto. Buon ascolto. n.
VENTO FUORI. VENTO DENTRO. VENTO AL NASO (che sa di sale). VENTO ALLE ORECCHIE (che sa di beirut). VENTO. VENTO. FREDDO CHE ANNUCIA CALDO. VENTO IN FACCIA. VENTO.
Trieste di Umberto Saba (da Trieste e una donna, 1910-12)
Ho attraversata tutta la città. Poi ho salita un'erta, popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un cantuccio in cui solo siedo; e mi pare che dove esso termina termini la città.
Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia. Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via scopro, se mena all'ingombrata spiaggia, o alla collina cui, sulla sassosa cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
Intorno circola ad ogni cosa un'aria strana, un'aria tormentosa, l'aria natia. La mia città che in ogni parte è viva, ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita pensosa e schiva.
Oggi posto un articolo scritto da Marco Travaglio a seguito della ben nota decisione di sospendere alcune trasmissioni televisive (alcune delle quali sono gli ultimi baluardi di informazione nel piccolo schermo). Tanto per alimentare un pò di rabbia, o forse scroccare l'ennesimo sorriso, o per smuovere apatia e l'indifferenza e disinteresse di alcuni.
Dal blog Voglio Scendere QUESTA NON E' POLITICA Marco Travaglio
" Molto saggia la decisione del Cda Rai di chiudere i programmi giornalistici nell’ultimo mese di campagna elettorale. Ora si potrebbero rispolverare presso i migliori rigattieri i cartelli che il fascio affiggeva negli uffici pubblici durante il Ventennio: “Qui non si parla di politica, qui si lavora”. L’idea che, con l’aria che tira, gli elettori venissero a sapere chi sono i candidati a occupare le mille poltrone dorate dei consigli regionali era troppo terrificante. Meglio evitare. Il regime è pronto a tutto, persino ad amputarsi il braccio armato, cioè Porta a Porta, pur di impedire che qualche notizia trapeli. Provvederanno per tutti Minzolingua, Mimun e Fede (senza dimenticare Giordano, la vocina del padrone, che inaugura Mediaset News, roba forte). Del resto il quadro generale è talmente putrido che basta una telecamera accesa per guastare il panorama.
Si poteva mandare in onda qualche altra serata dedicata al senatore Di Girolamo, affettuosamente ribattezzato “schiavo” e “portiere” dalle migliori cosche della ‘Ndrangheta? Si poteva raccontare che i candidati favoriti in Lombardia e in Emilia Romagna, Formigoni (Pdl) ed Errani (Pd), sono ineleggibili per leggee infatti è pronta una legge ad hoc per legalizzare l’illegalità? Si poteva riferire di che lacrime e di che sangue grondi la Seconda Repubblica, nata dalle stragi e dalle trattative Stato-mafia, come emerge dai processi Mori e Dell’Utri grazie alle rivelazioni di Ciancimino e di Spatuzza? Si poteva spiegare che razza di lombrosario di pregiudicati, imputati, indagati e prescritti sono le “liste pulite” del Pdl e del Pd? Si poteva illustrare la pantomima della legge anti-corruzione scritta dal più noto corruttore della storia d’Europa? Si poteva seguitare a elencare gli sperperi milionari della Prostituzione & Corruzione Civile Spa? Non si poteva, salvo trasformare i seggi elettorali in assalti all’arma bianca con glielettori inferociti armati di forconi. Al posto delle notizie avremo la consueta sfilata di quaranta leader di partito che, non potendo più mettere il naso fuori di casa per paura di essere riconosciuti, si barricheranno negli studi televisivi e lì, con le piaghe da decubito, registreranno migliaia di autospot per esortare gli amici elettori: “Votateci perché siamo belli, bravi, onesti e capaci”. Sono gli ultimi rantoli di un regime agonizzante che non trova di meglio che rinserrarsi nel bunker e spegnere quel po’ d’informazione sopravvissuta nella speranza di far dimenticare scandali, ruberie e mafierie levandoli dal video per qualche settimana.
Poi c’è la pochade fantozziana dell’eroico Milioni, che arriva tardi all’ultimo chilometro perché si chiude in bagno per cambiare gli ultimi candidati in corsa a causa dell’eterna guerra Banana-Fini, poi va a farsi due spaghi al baretto di fronte e infine cede di schianto sul filo di lana: come Dorando Pietri alle Olimpiadi di Londra 1908. O come il ragionier Fantozzi che incede barcollante e paonazzo verso la macchinetta bollacartoline dell’ufficio sinistri e poi si accascia al suolo proprio nel rush finale fra i vani incitamenti dei colleghi impiegati. Come giustificare in tv la leggina che – si accettano scommesse – legalizzerà la sua illegalità e quella della lista Formigoni, presentata con 514 firme taroccate e dunque esclusa dal tribunale? L’unica soluzione è affidarsi all’apposito Minzolingua: uno che riesce a spacciare le prescrizioni per assoluzioni saprà trovare le parole giuste per denunciare in uno dei suoi editoriali l’ennesimo complotto delle toghe rosse.
Del resto, nel paese dell’illegalità legalizzata e della giustizia privatizzata, ci mancherebbe pure che le uniche leggi da rispettare fossero quelle elettorali e che l’unico a pagare per non averle rispettate fosse il povero Milioni. Vista l’enormità degli adempimenti e l’oggettiva urgenza della missione, si potrebbe trasformare la presentazione delle liste in un Grande Evento e affidarla alla Protezione civile. Chiamate Bertolaso, o almeno una massaggiatrice al seguito: quelli, almeno, sono velocissimi. "
Questi giorni le mie attività, le mie letture, i miei sentimenti, hanno a che fare con vari tipi di neve. Neve soffice, neve su cuoi cadere, neve da guardare, neve da leggere, neve da provare. Neve.
Tra le mie navigazioni senza meta, mi sono imbattuto in questo progetto futuristico e a loro dir sostenibile... CHE NE PENSATE ???
"Masdar, la città tecno-ecologica nel deserto Internazionale Si chiamerà Masdar (fonte, in arabo) e la sua costruzione è già cominciata. Siamo negli Emirati Arabi Uniti. Sarà organizzata in stradine in modo da garantire ombra e sarà costruita con accorgimenti che terranno lontano il calore e con strutture che siano un esempio di ecoarchitetture. Ogni luogo sarà raggiungibile nell’arco di un minuto e i mezzi saranno ad emissione carbonio zero. Le auto dovranno rimanere al di fuori del perimetro della città, mentre impianti solari, termali, ad altra concentrazione o eolici garantiranno l’energia. La città sarà autosufficiente in tutto e per tutto, integrando energia eolica, solare, le risorse derivate dalle piantagioni e dalle fattorie. L’intera città si alimenterà energeticamente grazie ad impianti fotovoltaici, mentre l’acqua, verrà dal mare e sarà trattata da un impianto di dissalazione ad energia solare. Inoltre grazie al sistema di riciclaggio, l’impatto dei rifiuti nell’ambiente sarà nullo, come le emissioni di gas inquinanti, minimizzati dal sistema di trasporti urbani e da incentivi ai mezzi ecologici." Fonte: Portale LifeGate
Oggi la primavera ha messo fuori il naso dalla tana del letargo. 14° gradi alle 14. Poche ore di sole e cielo azzurro. Quanto basta per capire che forse non è ancora ora, ma manca gran poco. Mi piace immaginarla che si stiracchia sotto la terra per sgranchirsi le ossa dopo questo lunghissimo sonno invernale. Ai pochi che hanno avuto la fortuna o la prontezza di vederle il naso, oggi, è venuta voglia di mare. PORO PORO' PORO PORO' PO POM !
POSTO UN ARTICOLO BELLO E SEMPLICE DI ELISA BATTISTINI DAL BLOG DEL "FATTO QUOTIDIANO", CHE DOVREBBE FAR RIFLETTERE MOLTO ! BUONA NOTTE, n.
Elisa Battistini Elio: "Volevo vincesse il principe, sarebbe esplosa la rivolta" 23 febbraio 2010
Correva l’anno 1996. Dopo la crisi del primo governo Berlusconi era arrivato Dini. Le elezioni del 21 aprile avrebbero visto la vittoria di Romano Prodi. L’Italia sapeva di correre dei pericoli, ma non era spacciata. E ancora ignorava parole come "escort", manovre oscure chiamate "lodo". E la corruzione montante, che oggi è normale amministrazione. Quattordici anni fa il Festival di Sanremo vide l’exploit di Elio e le Storie tese. La mitica band milanese si aggiudicò il secondo posto cantando La terra dei cachi. Oggi il secondo posto va invece a Emanuele Filiberto e Pupo. Elio se la ride. Amaramente. "Nella mia vita non avrei mai pensato che avrei condiviso la stessa sorte del nipote del Re". Per usare le parole della Clerici, il "popolo sovrano" ha incoronato l’erede dei Savoia. Uno scandalo? Uno scandalo evitato: io speravo vincesse lui. Così esplodeva un casino. Invece il Festival si conferma medio e non si espone fino in fondo. Gli orchestrali però si sono ribellati: Italia amore mio non avrà vinto ma ha provocato la rivolta... Per forza. Anche se la cosa davvero triste è che il principe fosse più intonato di Pupo. Noi Elii abbiamo notato però che la più brava quest’anno è stata Nilla Pizzi. Ci credo che poi un orchestrale si ribella. Ma al festival c’è qualcosa di autentico? Per esempio, si dice che nel ‘96 vinceste voi, non Ron. Non so se al festival sia tutto finto. Nel caso che ci riguarda si parlò di schede contraffatte. Alla fine ci dissero che eravamo arrivati primi. Poi, in seguito, parlai di quell’indagine con altri cantanti che parteciparono al festival: avevano detto anche a loro che erano arrivati primi. Certo, mi chiedo: chi ha votato i Jalisse? Forse gli stessi che hanno votato per Emanuele Filiberto? Ma dai! Quando la Clerici usciva, dopo l’esibizione di Pupo e dell’erede al trono, ripeteva come un disco rotto: Il pubblico è diviso su questo brano. Ma se c’era solo gente che fischiava?! Non ho mai visto un pubblico più unito. In ogni caso, Italia amore mio è stata la cosa più spassosa di Sanremo. Se oggi si legge il testo de La terra dei cachi sembra profetico. Parlavate di "appalti truccati", di "abusi sessuali abusivi". Eravate veggenti o in realtà l’Italia è sempre la stessa? Eravamo avanti. Il primo maggio 1991 cantavamo Ti amo Ciarrapico venendo oscurati dalla Rai. Però, purtroppo, l’Italia è sempre identica a se stessa. Corruzione e prostitute ci sono sempre state. La novità è che oggi si applicano allo schifo sofisticati metodi di marketing. Le prostitute si chiamano escort e sembra normale averle come benefit. La vera novità, rispetto ad allora, è far sembrare ovvi comportamenti schifosi. L’altra novità è che, invece di vergognarsi dello schifo, si rivendica con orgoglio. Berlusconi infatti si vanta. Iniziano però a esserci segnali di protesta. Il popolo viola, i cittadini de L’Aquila: in Italia si sta aprendo una crepa? Dai tempi dei guelfi e dei ghibellini l’Italia è divisa in due. Lo è anche oggi. Metà Italia si è rotta. Mi pare lontano, però, il giorno in cui riuscirà a fare qualcosa di risolutivo. Bisogna organizzare meglio la protesta. Chi dovrebbe organizzare il dissenso? I partiti? Se deve farlo il Pd, la vedo dura. Intanto l’opposizione dovrebbe smettere di emulare gli uomini del Pdl, pensando che sono "più moderni". L’unica speranza è che l’Italia dei corrotti si distrugga con le proprie mani. In una specie di orribile orgia. La terra dei cachi, se fosse presentata oggi a Sanremo, farebbe lo stesso effetto? No, perché non farebbe più ridere. Oggi la realtà fa così schifo che fare satira è difficile. Per provocare, che brano proporreste? La storia di un marito e una moglie sposati da trent’anni, che si amano e hanno figli educati. Cantare bene, suonare bene, studiare: questi, oggi, sono atti estremisti. Il vostro giornale, per esempio, viene visto come estremista perché dice che bisogna rispettare la legge. Anch’io, per fare l’estremista, insegnerò ai miei figli ad essere onesti. Non c’è più nulla da ridere? Quando ti raccontano una barzelletta cento volte, mica continui a divertirti. Io, almeno, sono arrivato a questo punto. Questo paese non mi fa più ridere. Ma bisogna continuare a fare resistenza.
Immergersi in giornate come queste Scomparire per un po' dalla superficie Perdersi nel blu profondo dei ricordi Vivere strane situazioni fuori dal tempo Farsi cullare dalle onde nel sogno.
Coppie sole che non si toccano, mai parole s'incontrano e frasi accompagnano sguardi
arrivano da lontano proseguirano altrove E' notte fonda in stazione sapevano che si sarebbero trovati la luna da lassù, dipinge un riflesso d'argento sul freddo metallo
ecco che, come una lampara, il binario si trasforma in ricettore attira a sè altri binari che piano s'accostano o forse sono sempre stati li silenziosi senza cenni, chiaccherano muti
raccontano di lunghe giornate e pesanti fatiche il dorso duole per il carico veloce e tutto quel rumore a portare persone, cose, e pensieri, lontano
Breve ma intenso accostarsi si confidano al loro vicino, loro simile e nella dolce pausa, sperano sognano un incrocio, un contatto
Poi quel fischio, annuncio assordante li coglie e quasi sussultano ritorna l'ora del peso ritorna fatica e dorso sfiorato
C'è chi scorre ancora vicino brevi distanze, spazio che illude un'altra stazione, un 'altra luna ancora sognare l'incrocio, con l'amato vicino Così sop-portano lo scorrere ma non capiscono il loro destino
Una retta, unica retta bidirezione, non concede dubbi senza incroci, senza contatto ora capiscono. Piangono
E sognano un gesto una mano che tira la leva di scambio un vagone che sbanda e rovescia una bomba assassina o la terra che trema dissesti
dissesti binari che saltano e volano liberi musica di morte, aimè, altrui soave melodia di contatto unione sperata con l'amato vicino amore, breve, ma amore
la penna notturna è treno che porta frasi e parole e fiabe, deluse, ma vere soggetto il binario da solo, o di coppia ma binario è uno e corre diritto, veloce e fa correre, ovunque, su sè.
5 anni di spiagge. 2004-2009. 10 misere fotografie. Non è una sintesi, ma una scelta. Ho fatto vacanze bellissime, a volte all'interno di viaggi. Con persone bellissime. Pamela, Lele, Silvia, Enzo, Erica, Sot, Marta, Debby, Pau, Dade, i miei genitori, Iuzzo, Bedo, e tutte le persone che ho trovato durante.
Credo che una spiaggia sia un confine ove rifocillarsi e riposarsi, prima di, o dopo un lungo viaggio.
Con profonda nostalgia, e onore, condivido. E posto pure una foto omaggio, una +1, un tramonto, il più perfetto.
Ma, solo Alice può andare nel paese delle meraviglie ? Ma, stava davvero dormendo Alice quando sognava questa storia ? Ma, a Lewis Carrol, da dove è uscita questa genialata ? Io una soluzione ce l'avrei, sopratutto per chi non crede ai sogni , alle storie e alla meraviglie: "VIA LA TESTA !!!!" "...Non serve a nulla bussare-osservò il domestico- e ciò per due ragioni: prima di tutto io sono al di fuori della porta, come lei; in secondo luogo, dentro stanno facendo un tal baccano che non possono assolutamente sentire. E davvero veniva un gran rumore dall'interno della casa, un continuo strillare e starnutire e di tanto in tanto un fracasso come di un piatto o di una pentola di coccio che andasse in pezzi. Prego, allora-disse Alice-come devo far per entrare ? Potrebbe esserci un senso nel suo bussare-continuò il domestico senza badarle-se tra di noi ci fosse la porta..."
Agosto (tosto) 2006. Io ed Erica. Vienna, in treno, in metrò, a piedi. Un viaggio che è stato coda di un percorso studiato, e preparato architettonicamente. Un viaggio dopo una vacanza, con la pelle abbronzata e il sale ancora sulla pelle.
Vienna Il suono dei freni della metrò sui binari, metrò e freni, mètro delle grandi stazioni viennesi. Il sapore di una wiener schnitzel gigante, scovata per caso tra le viuzze. Il profumo di spezie orientali, al mercato internazionale vicino l'hotel, sapore di capitale multirazziale. Il tatto sulle ceramiche dei rivestimenti degli edifici di Wagner, freddi tappeti dai colori più diversi. La vista un arcobaleno, sulla strada del ritorno, dal finestrino, che riportava il colore ad una settimana d'agosto forse troppo grigia.