venerdì 24 settembre 2010

MEMORIE SARDE/2. RICOSTRUZIONE DI TRE ATTIMI.



Adoro, certe volte, ricostruire attimi. Già vissuti.
Ho acceso una candela, poi la luce fioca della libreria. Siedo al mio tavolo, il bicchiere contiene della grappa appena versata. Definirei la mia postura indiscutibilmente svaccata, non porto indumenti sul torso. La finestra della sala è aperta, ma non entrano rumori. Solo una leggerissima brezza ormai fresca, ma non troppo.
Ricostruisco mentalmente un attimo, un mese fa, Sant'Antioco. Mi tornano in mente tre sensazioni, memorie, il cui tempo però, permane.
Uno. Un auto, blu per chi conosce, marrone di polvere per chi vede, viaggia lenta al sole tardomattutino a Sant'Antioco. Lenta. Cerca. Dai finestrini ribassati qualche nota permette ad un passante di percepire e riconoscere un pezzo di Franco Battiato. L'attenzione va tutta sul testo; non vede, costui, ne guidatore, ne passeggero.
Due. Ragazzi, in costume, senza quel sole addosso che nuoce. Pomeriggio pieno, un paio di nuvole che non negano all'acqua di cala di CalaGrotta l'unicità di un verde smeraldo macchiato di blu oceano. Un tuffo. Due tuffi, Tre tuffi. Un altro tuffo, il mio. Roccia grigia coma quinta teatrale, apnea di superficie, paura che svanisce in un attimo. Sospensione. Poi, pluff.
Tre. E' tardi, non c'è luna, del pesce fresco cucina all'acqua pazza sopra un fornello di fortuna. Profumo, dilaga nel silenzio e nella semplicità. C'è qualcosa però che non quadra, troppa acqua. Non bolle, cazzo, rischia di lessare. Ve la immaginate una vita lessata ? Morbida, all'inverosimile, chiara, tenera, lunga, affogata senza grida nell'acqua pazza. Lessa. Ve la immaginate ?

mercoledì 22 settembre 2010

MEMORIE SARDE/1. UNA POESIA.

Odore leggero
di poseidonia che riposa
al sole, tra sabbie
sottili, già forti
scirocco che sale
un paio di vacche
dormono, oltre lo stagno
e una bimba rincorre
limoni, a piscinni.




martedì 21 settembre 2010

SONO ESAUSTO.

Sopra il mio tavolo-scrivania-scrittoio sono adagiati casualmente: un paio d'occhiali da riposo, un pennarello blu, due book di viaggio, un'agenda, una guida della svezia, una macchina fotografica, un mouse che non sto usando, un tappetino per mouse, un bicchiere maledettamente già vuoto, un caricabatteria da pc, un hardisk esterno, un cucchiaino da zucchero (ancora dal caffè di stamattina), un cellulare, una brochure dii hammarbysjostad, una custodia per macchina fotografica, un foglio appuntato con lunghissimo elenco di cose da fare, una memory card, un secondo bicchiere con un residuo d'acqua, un mazzo di chiavi d'auto, due bottigliette 0.33 vuote di birra pedavena, due fogli con appunti per un book, una borsa di tela rigonfia di carte e depliant, due pacchi di fotografie a colori delle ferie in sardegna, una fattura da pagare della Edison, un libretto sulla biblioteca municipale di Asplund a stoccolma, una matita 'ovvio' senza punta, un metro da cantiere in legno.
Ora voi provate a trovare il filo conduttore tra tutti questi oggetti: non sarà difficile trovarne o inventarne uno, ma il risultato magari non sarà ne realtà ne verità e magari verrà classificato come sogno o racconto o finzione.
Una realtà invece sotto c'è, e pure una verità: lavori diurni, lavori notturni, book, pratiche, appunti, appuntamenti, orari a volte flessibilissimi a volte ferrei, desiderio di ritagliare momenti, caffè doppi e lunghi per svegliarsi, birre che dissetano fatiche sportive, acquisti della domenica pomeriggio, ristrutturazioni d'appartementi che richiedono scelte carte documenti schei ragione, vista che t'abbandona, computer non spento da giorni a cui è concesso solo il lusso dello stand-by, viaggi alle porte, fotografie di momenti in purezza e sintonia tra le pietre feltrinesi, auto che riposano in corte, archivi pronti all'uso, ricordi di una estate, scelte, fretta, ansia, ritmo, futuro?, stanchezza.
Stanchezza da moltitudine. Stanchezza da troppo. Stanchezza da scadenze. Stanchezza.
Sono esausto, in soli venti giorni ho completamente perso quel ritmo quei valori quella salute quegli obiettivi quella serentità che avevo riguadagnato dalla vita dopo un mese di sardegna.
E tutto questo comporta pure rinuncia ad un aperitivo con un amico, ad un libro aperto sul comodino, all'ascolto di un disco tutto filato, ad una cena con di fronte un paio d'occhi verdi, ad una bottiglia bevuta con calma, ad una poesia lasciata fluire e scorrere tra testa dita e penna, ad una chiaccherata serena con un compagno, ad una scelta ragionata con calma, al piacere di ricordare. Ad. Al. A.
Sono esausto, e chiedo perdono a tutti coloro che magari mi leggono distrattamente sperando di capirci qualcosa di più sul cappe che torna dalle vacanze e non si fa più sentire, sul cappe che snobba un invito, sul cappe che ritarda o rimanda un appuntamento, sul cappe che si dimentica di quella cosa importantissima per te, sul cappe che si addormenta nel divano di una amico che non vede da giorni, sul cappe che non urla e non regala adrenalina e sorrisi nel parquet, sul cappe che glissa, scappa, si nasconde, tace, scompare, si dilegua, schiva, illude, chiude, siede. Sempre con quel cervello altrove.
Sono esausto e chiedo perdono, una volta sola, senza la pretesa che capiate tutto e senza dovermi giustificare con tutti sui perchè. E pure senza coerenza, perchè ad un certo punto chi cazzo se ne frega della coerenza.
Sono esausto, e scrivo. Scrivo DA esausto. E stasera scrivo per me sopratutto, non me ne vogliate. Scrivo per togliere un pò di tutta questa stanchezza che mi sta solidamente addosso. Appiccicata. Scrivo perchè così mi alleggerisco un poco, e domattina riuscirò ad alzarmi e ripartire.
Sempre che non mi prenda la notte, ed il sogno.
Sono esausto.

martedì 14 settembre 2010

DI RADICI, DI APPARTENENZE E ALTRE STORIE


Radice non è solo la scatolina in legno dei ricordi che nascondi nell'angolo più remoto della tua stanza, al riparo dall'ennesimo spasimante curioso.
Appartenenza non è solo il tuo paese natale, il numero di telefono di casa del tuo fidato amico d'infanzia che abita sempre là, non è la battuta sempre uguale di tuo padre quando gli dici che parti per un'altro viaggio.
Futuro non è solo una data che leggi nel calendario da tavolo della tua scrivania, non è solo un biglietto d'aereo prenotato tra due mesi, non è neanche solo il pancione di tua cugina che cresce di mese in mese.
Radice è un serpente di legno di pero che penetra la terra, e s'aggrappa a qualche pietra, e dona tutta la sua energia ai primi sconosciuti che lo abbracciano.
Appartenenza è corpo disteso che riposa e s'abbandona a domande consuete, fatte da voci che ti sembra di non conoscere, ma forse conosci da sempre.
Futuro è bacino che si muove timido e forte sopra un pezzo di cuoio, muscoli al galoppo su colline che iniziano a cambiar colore per accogliere l'autunno, vento in faccia.
Radice è un tavolo al sole, imbandito a festa, cibo e buon vino, sorrisi progetti incertezze, occhi nuovi, famiglia.
Appartenenza sono quattro coperte e dodici corpi, naso all'insù, un cielo di stelle, protetti da uno scrittore, osservati da quintali silenziosi di carne ignara del certo macello.
Futuro è una passegiata nei colli, una pasta al radicchio, una marmellata con le coccinelle, obiettivi che sparano, una voce che canta tra vecchi atrezzi contadini, un mirto ghiacciato, un caffè lungo, un sole che scalda, un viaggio di ritorno in prima corsia, una confidenza prematura ma pura, un aperitivo notturno, un abbraccio, una promessa, un saluto, un viaggio.
E' strano a volte trovare radici, trovare appartenenza, trovare storie, quando non le stai cercando. Grazie Roberto. Grazie Enrico. Grazie Ilaria. Grazie Riccardo. Grazie Stefanos. Grazie Valentina. Grazie Elisa. Grazie Stefano. Grazie Ilaria. Grazie Devid. Grazie Nino. Grazie Pepe. Grazie Sandro. Grazie Dante.

sabato 11 settembre 2010

RIMANE

Rimane dolcezza. Dolcezza di quiete, da moto, lento, viaggio.
Rimane profumo. Profumo di macchia, ginepro, corbezzolo, timo, rosmarino, mirto.
Rimane pelle. Pelle sotto altra pelle, evaporata per grazia di sole e di vento.
Rimane immagine. O immagini, colori, che veloci si rincorrono sotto sguardi diurni di occhi bruciati dal sole.
Rimane sapore. Sapore di pane sottile sottile, per resistere al tempo e donare fragranza al pastore.
Rimangono calli. Calli su mani e su piedi,e verruche, prezzo di un mese sbadato ma puro.
Rimane terra. Terra che non si decide ad abbandonare l'antro di pelle di un tallone che per giorni ha fatto l'amore col suolo, nudo.
Rimane odore. Odore acre di vestiti non ancora lavati, che risale narici, e porta in dono ricordi.
Rimane dispensa. Dispensa ricca e poco costosa, certificazione pretenziosa di tipicità assunta.
Rimane stanchezza. Stanchezza morale per una terra madre che solo raramente si dichiara radice.
Rimane dubbio. Dubbi. Dubbi su scelte importanti, attuali, anticipi.
Rimane abitudine. Abitudini: caffè doppio il mattino, una birra a pranzo, la bottiglia di sera, il sonno che ti coglie all'inprommuso.
Rimane imbarazzo. Imbarazzo per ansie e volti e dinamiche e perchè.
Rimane buio. Buio di pelle, la pancia, crociata contro razzismi e diversità. Inno alla fratellanza, seppur fittizia.
Rimane una casa. Casa o rifugio ? Immobile. Immutata. Che non sente il tempo, non conosce gelosia, e ti accoglie, in silenzio, ti coccola.
Rimane parola. Parole. Scritte. E non scritte. In attesa, nel macero dello stomaco e dei ricordi.
Rimane sardegna. Isola, antica.
Rimane marco, semplice, vivo e fragile.
Rimango io, foglia.
Rimane vento. Vento in faccia. Alzo le braccia. Pronto a ricevere il sole.
Anima in pace. Quando tutto tace.

lunedì 6 settembre 2010

TORNAR



1 partenza. 3411 km in auto. 354 miglia in traghetto. 30 giorni. 57 mezze giornate di sole. 2 mezze giornate di nuvole grigie. 1 mezza giornata di pioggia piuttosto innocua. 2 auto (1 oceano mare). 5 traghetti. 1 catamarano. 2 gommoni. 1 bicletta. 1 ciao mix (IL ciao mix). 3 parenti. 9 conoscenti. n persone. 1 amico. 2 stati. 5 isole. >60 paesi-luoghi visitati. 45 spiagge. 30 giorni DENTRO il mare. 8 bagni in piscina. 7 libri letti. 3 guide studiate-consultate. 3 mappe consultate. 1 macchina fotografica digitale. 1 macchina fotografica analogica. 1 mazzo di chiavi di casa nascosto nel bauletto. 1 mazzo di chiavi auto. 1 letto. 1 specie di letto. 1 materassino autogonfiante (miglior acquisto del viaggio). Pochi pranzi (solo la prima settimana). Ottime e ricche cene. 8 trattorie-ristoranti-rifocillerie. >n birre (presenti OGNI giorno). >30 bottiglie vino (presenti OGNI cena). 4 bottiglie di mirto. >n carasau (presente OGNI giorno). 0 punture di zanzare. 3 punture di strane mosche. 1 puntura di medusa (curata miracolasamente e tempestivamente dalla tecnica mantiero). n pensieri. <2 mostri. 0 progetti. 3 brevi racconti scritti. 0 poesie (difficile scrivere poesia mentre la stai vivendo, la poesia). 1 ritorno.

numeri numeri numeri. alcuni dei numeri possibili.
numeri di un viaggio. uno dei tanti viaggi possibili.
viaggio in sardegna. 03/08>01/09.

bentornato, purtroppo.



"E forse infine non avremmo niente
perchè non difendemmo l'avvenire
volgendo i nostri sforzi sul presente
piuttosto che attrezzarci per morire.
Beviamoci un caffè dolce compare
che il nostro è un viaggio semplice e leggero
sarà altrettanto facile inciampare
succede a chi cammina e guarda il cielo."

martedì 3 agosto 2010

CHIUSO PER RIPOSO

Cari lettori, care lettrici, cari amici, care amiche, cari tutti
le guide berbere si prendono un mese di riposo, alla faccia del nome del blog.
Il nostro riposo sarà prima una vacanza e poi viaggio, prima a recuperar forze perdute, e poi a trovarne di nuove per continuare a sopra vivere, o viverci sopra, come preferite.
Si parte per un isola, la sardegna. C'è di mezzo il mare.
Ci sono di mezzo anche parecchie aspettative, aimè.
La prima, assoluta e prima, bisogno appunto di riposo.
La seconda, è mestiere di vento, di blu, di profumi, di pulizie mentali e morali, di vita semplice, intensa, voglia di estate, sole, desiderio di ri imparare a volare. Dentro soprattutto.
Le mie parole oggi come non mai potrebbero apparire confuse, incerte, forse banali e scontate, personali magari. Avrei troppe cose da raccontarvi in realtà, magari vestite da storia o fiaba, ma le energie e la lucidità per farlo sono esaurite.
L'oceano mare mi attende, la sardegna pure. Non mi resta, non ci resta, e parlo anche a nome di marco, che augurarvi un buon agosto, buone ferie per chi le fa, buona estate, buona vita, e un buon viaggio a noi.
Arrivederci a Settembre, forse...

Vi omaggio di una canzone già pubblicata, ma mai così tanto attuale.

"con il mio collezionismo
di parole complicate
la mia ultima canzone per l'estate."


Un abbraccio di cuore a tutti
Nicola

giovedì 29 luglio 2010

PREPARATIVI

Dopo settimane di chiacchere, sogni ed idee, ecco i primi appunti di viaggio.



martedì 27 luglio 2010

POLVERE E VENTO SU NOI, PSM.


Domenica mattina.
Fuori, le nuvole disegnavano nel cielo strane ma intense figure. I bordi erano netti, tanto da stabilire un confine tra l'immenso ed il soffice, tra l'azzurro carico ed un bianco dolcissimo, sporcato qua e là da timidi grigi. Attraversavo veloce con l'auto una campagna deserta, rinfrescata dalla brezza arrivata con l'alba, i cui colori vividi, dai toni gialli e verdi, mi ricordavano una di quelle fotografie ad altissima definizione che si vedono solo in uno schermo o in un piccolo display, e che i nostri occhi faticano ormai ad incontrare nella quotidianità.
Dentro, nell'abitacolo, 'Fake Plastic Trees' dei Radiohead combatteva a tutto volume, contro l'affiorare in me di lontani ricordi, la gara a chi riesce a suscitare l'emozione più intensa .
Nel finestrino abbassato, limite fisico tra due mondi di rara intensità, il vento mi accarezzava con spinta decisa le dita della mano e i pochi peli dell'avambraccio, ricordandomi il suo pregio di pulitore mentale e morale, la sua spinta decisa verso altre direzioni, la sua magia del poter far scomparire o riafforare certi pensieri o certe emozioni.
Si. Penso proprio che sia vento quell'ingrediente magico che permette ad alcuni amici di gioventù andata, di ritrovarsi con semplice sintonia dopo parecchi anni. Vento che ha soffiato sopra una vecchia macchina tutta meccanica e zero tecnologia, costruita a pane e spiaggia, per togliere quelle tre dita di polvere che la coprivano. Vento che ha riempito anche i polmoni di quell'ingranaggio chiamato amicizia e gli ha ridato fiato e quindi parole, memorie, racconti, progetti nuovi e vecchi, confidenze, sospiri, battute, risate. Chiaramente qualche meccanismo era leggermente arruginito e forse rimarrà tale, ma un buon bicchiere di vino s'è fatto olio e ha ridato celermente la fluidità necessaria per tirare avanti un giorno e una notte.
Sabato sera.
Com'è stato piacevole ritrovare l'impulsività e la frenesia dei racconti del Bellotto, affabulatore da sempre, occhi chiari ad ipnotizzare o deviare l'attenzione, diviso tra investigazioni e scarpe; la leggerezza e la simpatia dei boccoli scomparsi di riky, che non si sa come ma quando si mette riesce a tirare fuori un sorriso anche alle pietre, e però non sa trovare il filo di legame tra una innocenti, delle case in legno e una laurea in ingegneria, solo perchè legame non c'è; l'immortalità del ciuffo biondo di Fabio, perennemente bello e forse inventore di storie inesistenti, spiaccicate agli amici per nascondere una terribile fragilità interiore; la dolcezza silenziosa della dottoressa elisona, che si è fatta donna, e ha gli occhi profondi e lontani come l'aria che entra dalle finestre del suo appartamento di periferia, e usa termini complicatissimi per descrivere la più imbarazzante delle parti del corpo umano; la camicia stirata, perfetta, attillata, e profumatissima di Zola, il mio mister, colui che da sempre veglia su tutti noi e sa tutto di noi pur sapendo di non sapere niente, da vero boss, da persona che meticolasamente ogni settimana perfeziona una vita magari monotona ed uguale migliorandone però all'infinito i dettagli, come tirare una punizione all'incrocio, allenamento e precisone; e gli occhi scuri e profondi di sara, che non conosciamo e non ci riconoscono, ma ci hanno ascoltati sornioni ed attenti tutta la notte.
Sabato notte.
Com'è stato piacevole poi addormentarsi in un letto che ormai non mi contiene più, e su cui è impossibile girarsi, e quindi costretto all'immobilità fisica non mi rimaneva che il movimento alla ricerca di ricordi lontani, archiviati in una biblioteca della memoria la cui posizione e la cui chiave la conoscono solo persone e serate come quella di sabato, e viaggi e paesaggi come quelli di domenica mattina.
Oggi.
Oggi scrivo, e ricordo, osservando la polvere che ha riiniziato a posarsi sulla vecchia macchina, ma consapevole che ci sarà sempre da qualche parte un pò di vento pronto a soffiare.

giovedì 22 luglio 2010

APPARTENENZA

Incredibile è lo stupore che mi pervade quando dal nulla mi sento di appartenere ad una parte di mondo, un luogo, una persona, uno sguardo, una canzone, un film, un attimo, un dettaglio.
Stamattina è capitato ad una testo di Juri Camisasca cantato da Franco Battiato.

NOMADI
"Nomadi che cercano gli angoli della tranquillità
nelle nebbie del nord e nei tumulti delle civiltà
tra i chiari scuri e la monotonia
dei giorni che passano
camminatore che vai
cercando la pace al crepuscolo
la troverai
alla fine della strada.
Lungo il transito dell'apparente dualità
la pioggia di settembre
risveglia i vuoti della mia stanza
ed i lamenti della solitudine
si prolungano
come uno straniero non sento legami di sentimento.
E me ne andrò
dalle città
nell'attesa del risveglio.
I viandanti vanno in cerca di ospitalità
nei villaggi assolati
e nei bassifondi dell'immensità
e si addormentano sopra i guanciali della terra
forestiero che cerchi la dimensione insondabile.
La troverai, fuori città
alla fine della strada."
Juri Camisasca


martedì 20 luglio 2010

SUONI DELLE DOLOMITI

Un omaggio ad una magnifica due giorni.


I LUOGHI.

IL RIPOSO.

L'ANDARE.

lunedì 19 luglio 2010

MAGLIETTE SUDATE.

Stamattina sento dolore alle gambe. Il ginocchio destro è ceduto all'interno, dovrò dargli parecchio riposo. Le spalle provano fastidio seguente al peso di uno zaino carico di certezze. Da due giorni mangio parecchio, ho ritrovato un appetito che non avevo da mesi. Bevo una birra ghiacciata, penso a quello a cui non ho avuto tempo di pensare ieri, troppo occupato con pochi cari amici a sorridere e far sorridere un mondo che ha scordato i valori semplici, e necessita di ritrovarli. Poi prendo un libro dalla mia scala, sicuro, leggo un solo racconto, è da venerdì che non vedo l'ora di farlo. C'è della musica giapponese che esce dal mio pc, non mi distrae, anzi accompagna il pensiero a mondi lontani.
Poi piango una lacrima sincera, una soltanto, che si asciuga sulla guancia prima di arrivare al bordo del mento e spiccare il suo breve volo verso un suolo inventato. "E ora scrivo. Al posto di qualunque altra cosa possibile ho per rimpiazzo e avanzo la scrittura. Che fesso."



"Mi tolgo lo zaino, mi siedo a terra un metro vicino, faccio un respiro forte, equivoco, tra la compassione e la scocciatura.
Smette, dice grazie.
'Di che ?'
'Di non aver detto niente, chiesto niente.'
'Venga in montagna con me, le passa tutto.'
'Non così in fretta,' dice per intendere che vado troppo svelto in confidenza. Fingo di capire a rovescio. ' Garantito: le passa tutto proprio così in fretta.' Mi guarda a sopraciglie infuriate. Perciò insisto: 'Lei domani sera sarà così piena di Alpi nelle ossa, dai piedi ai capelli, da dormire in pace col corpo, cuore compreso.'
[...]
'Affare fatto.'
'una fetta di torta di mele ?' chiedo.
'No, troppa grazia.'
'Allora domattina,' insisto 'perchè raschieremo il fondo alle energie e perciò dovremo averle.'
'Ho energia di collera da vendere.'
'No quelle sono tossine e le espellerai con la prima maglietta di sudore. portane tre.' "

tratto da 'Aiuto', Il contratrio di uno, Erri De Luca, 2003

venerdì 16 luglio 2010

ACCABADORA

Consiglio un racconto: Accabadora, di Michela Murgia, giovane scrittrice sarda.
Il libro è tra i finalisti del Campiello, ma al di là di questo, tiene uno spessore notevole e una fluidità eccezionale. Buona lettura !



"Salvatore Bastiù non ci aveva mai creduto che la notte portasse consiglio. La notte porta la notte e basta. Chi ha giudizio sa che i consigli bisogna farseli dare da svegli, perchè ogni alba nuova è un agguato da cui difendersi come si può. Lui, per buon conto, non era mai uscito di casa senza affilare l'arresoja e aveva cresciuto tutti i figli a pane e occhi aperti. Nicola più di Andrià aveva imparato tutto e in fretta, che il ragazzo non era di quelli venuti al mondo per fare ombra."

mercoledì 14 luglio 2010

NON POSSO RIPOSARE

Che poi accade che ti giri, tutto un tratto, e vedi che dalle finestre entra un filo di luce, fioca, e capisci che il buio sta andando a riposare, e stai prendendo d'anticipo il mattino. Poco importa se hai sonno. In quell'istante sei in un mondo diverso, che conosce altri tempi e altri luoghi e altre musiche; un mondo in cui molto spesso sei solo, e raramente in compagnia. Capita che a volte sia mentale, fatto da fiumi di pensieri, e sorrisi e qualche lacrima. A volte invece sia verbale, di parole, dette o scritte, di conversazioni e chiaccherate interminabili. Altre ancora carnale, di passioni magari inaspettate, e leggerezza. Oppure feste, lavori infiniti, fatiche di laurea, insonnia, e chi più ne ha... beato lui. Si beato perchè significa che è vivo, e prova emozioni, e combatte, e fatica, e piange o gioisce. Ma poi esiste anche una riconoscenza che la vita ti dona per tutto questro riposo perduto ? Certo. Il dono è poter vedere e ascoltare il mondo nell'attimo che si sveglia. Vedere le macchine a riposo all'interno dei cancelli delle villette, i parcheggi dei centri commerciali vuoti, i lampioni non ancora spenti, pochissime luci alle finestre delle case, un extracomunitario che va al lavoro in bicicletta, un vecchia con una bottiglia in mano che ondeggia, i netturbini che tagliano le foglie delle piante, qualche auto che sfreccia a raggiungere chissà quale stazione o aereoporto, un laborario di pasticceria che sforna le prime brioches; ascoltare i silenzi dell'umidità mattutina, una vecchia canzone alla radio, il vicino che tossisce nel sonno, il cuculo che si sveglia e ti saluta, un gallo che canta lontano chissà dove tanto da sembrar immaginario, le setole giranti del camion dei netturbini che accarezzano il manto stradale.
E allora, per tutto ciò che accade prima dell'albeggiare, e per quel poco che accade nel mentre, vale sempre, sempre la pena di resistere al sonno, e vivere qualche ora in più. Non posso riposare.

venerdì 9 luglio 2010

CASA E COSE

Visti i dubbi amletici che mi sconcuassano la bile queste settimane, a riguardo delle scelte future su casa lavoro cambiamenti vacanze eccetera eccetera eccetera, stavo cercando qualche certezza, anche piccolissima, da cui partire.
PArtiamo dalla casa, bisogno primario della razza umana. Penso che una certezza c'è l'ho, e sono le cose che voglio che si vedano nel mio futuro arredo, ovvero tutti quegli oggetti o suppellettili o chiamateli come volete che non nasconderò dentro a sobri armadi o contenitori o stanze rifugio. Dunque:
Giornali, riviste, agende, libri libri libri e quant'altro sia sfogliabile.
Bottiglie, taniche, ampolle, e qualsivoglia contenitore di vino e alcool di qualità.
Barattolini e contenitori di spezie, moltissime spezie, sapori, profumi.
Legna, tronchetti, fascine e derivati da bruciare nella stufa che un giorno arriverà.
Fotografie, quadri, prodotti della creatività umana, magari amica.
Un paio di scarpe ed un basco abbandonati sul pavimento o sopra il divano.
Anche basta. Bene, ora si può iniziare a pensare ad uno spazio.
Una certezza ce l'ho, non me par vero.

giovedì 8 luglio 2010

CATALANA E MARMELLATA



Di martedì. La presera, con del Franciacorta.
Ostriche crude, ghiaccio pepe e limone.
Like leggerezza, sapore d'acqua marina, pensiero distante.
Fiori di zucca ripieni di burrata e fritti in tempura.
Like delicatezza, sorpresa, sguardo croccante.
Capa santa allo zenzero, fritta.
Like quotidianità condita, insaporita, bollente al palato.
Di martedì. All'imbrunire, con della Vernaccia.
Catalana di mazzancolle, scampi e gamberi rossi.
Like rimembranza, stupore, sapore.
Di martedì. La sera, in pausa gelato digestivo.
Un gelato al limon. (senza paolo conte)
Like paura, imbarazzo, distanza.
Di martedì. La notte, con il resto della Vernaccia.
Tagliata di tonno alla piastra, su letto d'insalatina novella.
Like prima pesantezza, rabbia, sangue (anche "al sangue")
Di martedì. La notte fonda, con Vinicio, Tom, i Beirut e tutto il cucuzzaro.
Marmellata di luci fioche e braccia, fischiettando (intonato).
Like decompressione, grado zuccherino, altrove.
Di mercoledì. La mattina, con lenzuola di capelli.
Caffè. Latte freddo. Caffè.
Like boh, boom, bim e bam. (senza il pin).

lunedì 5 luglio 2010

QUALCHE GIORNO DOPO

Amara e dolce la mia vita.
Vita dall'umore a corrente alternata questo periodo.
E l'alternanza può avere intervalli d'ore, o di minuti, o settimane; è variabile e relativa, e forte, e fragile.
Sabato purtroppo aveva un'alternanza negativa che è durata pressapoco una giornata intera, causata da una moltitudine di piccoli e medi pensieri e da una settimana alquanto pessima, salvata dal corto circuito da pochi amici con la A maiuscola e da qualche messaggio d'augurio dalla commovente dolce potenza.
Di tutto ciò rimane una tenda, un libro, una bottiglia, dei calzini non colorati, una mancia, molto vino, una fetta d'anguria col ghiaccio, qualche sorriso (anche imbarazzato), l'alba, qualche bestemmia, qualche lacrima, molta amicizia profonda.
Oggi, dopo trentasei ore di decompressione, condite da sonno pulizie e cene ristrette, vorrei solo ringraziarvi tutti.
In ordine temporale (circa) grazie a: carlo, marco m, nic, dade, giulio, silvana, barba, erica, roberta, andrea, ilaria, pamy, silvia p, paolo e dianella, anna e salvo, roberto raffa e melania, iuzzo, bedo, marco g e vittorina, vale r, silvia b e nicola, cinzia m, manon, roberto red, francesca, zia graziella e zia maria, padre e madre, barbara e fam, nonno g, chiara, anna e dario, mirko, nadia, miki, vale m, yle e edward, sabi, zia mercedes, lele e silvia, carlotta, me stesso, nonno n, debby, cinzia d.
Arrivederci al prossimo, che sarà il secondo con il 3 davanti.
Vi voglio bene.
Nicola

venerdì 2 luglio 2010

DI RABBIA, DI CORSA E DI CUCINA

Che poi, quando mi sale QUELLA rabbia, e l'intestino fa il cazzo che vuole, e la testa scoppia e rimbomba la grancassa, e tutto l'alcool del mondo non serve perchè ormai ilo mio fegato vive di vita propria, e leggere scrivere ascoltare un disco non serve e spesso è impossibile farlo, e pure il vento in faccia della vespa a volta non cura, bhè, le uniche due cose che mi rimangono, come antidoto, o antidolorifico parziale, sono correre e cucinare.
E allora scompaiono per qualche ora o qualche mezzora tutti i fottuti pensieri che stanno rovinando questa mia settimana che mi porterà a raggiungere i miei primi 10592 giorni di vita outvaginale.
Martedì sera in parco Querini sembravo uno di quegli invasati che si preparano per chissà quale gara podistica e corrono corrono sudano scattano ripetute scatti stretching allunghi fatica spossatezza limiti muscolari e via così, fuori tutto, addio tossine, mens sana in corpore sano.
Ieri invece ero così concentrato sui miei ingredienti, sui piatti, il menù la cottura sapori spezie olio e amore che le mie mani trasmettevano a quei cibi i cui profumi e colori mi hanno portato diretto dentro al loro mondo, facendomi brevemente scordare il mio.
Aimè, oggi si riparte, l'antidolorifico è finito.

"Per la mia rabbia enorme, mi servono giganti."



martedì 29 giugno 2010

KITE'S WEEKEND

Ci sono coincidenze che hanno il sapore della pasta al pomodoro.
Ci sono fili nascosti che collegano le vite delle persone, a loro insaputa, provocando sorprese; ci sono pezzetti d'emozioni che il vento ricuce dando forma e colore e tempo e spazio ad un pacthwork insperato; ci sono cose persone momenti dettagli, eh si, piccolissimi dettagli, che fanno si che poi qualcuno abbia materia con cui poter raccontare una storia.
E la storia di questi ultimi silenziosi giorni è storia di non raccontati pensieri, intensi e snervanti, di quelli che tolgono la fame; è storia di ottimi wisky torbati e di film che ritornano in auge grazie al rosso colore di capelli di una donna fragile; è storia di biancheria che centrifuga ancora all'una di notte a santa lucia, sperando di lavare chissà quale fallimento o vergogna; è storia di un gruppo d' amici che di rosa vestiti, e di nero dissetati, prova a trasmettere un'allegria spesso perduta; è storia di vassoi ricolmi di residui, portati all'equilibrio da braccia forti ma stanche; è storia di donne, donna, dalla rara sensibilità, scambiata per vecchia ma dall'animo giovane, e puro; è storia d'aquiloni disegnati tra i nei di un addome, o più che altro è storia di chi riesce a vederci un aquilone, tra quei nei; è storia di addii, saluti, chiusure, percorsi, che finiscono; è storia di brandelli d'esperienza per i quali qualcuno si è inventato un addio.
E' storia di fine, è storia di partenze, è storia di vita, E' vita.
Grazie, vita.
A presto.


Eternal Sunshine of the Spotless Mind
|Michel Gondrey | 2004

mercoledì 23 giugno 2010

LISA | Stefano BENNI

Avanti con le perle oggi.
Questa è micidiale, ascoltatela e poi tutti a nanna.
Che non rimane molto da dire.


LE GRAN BLEU

Devo, Voglio scendere a vedere cosa c'è laggiù.
Silenzio.
Apnea.






Un grazie alla donna di picche per avermi fatto riscoprire questo capolavoro.

martedì 22 giugno 2010

RICORDANDO / 2

"So I looked around and I noticed there wasn't a chair.
I sat on a rug,
biding my time, drinking her wine."


domenica 20 giugno 2010

LA CANBIARA'


46 ORE DI LAVORO IN 3 GIORNI.
SACRIFICI, CON OBIETTIVI.
STANCHEZZA.
SOPRAVVIVO.

MA LA CANBIARA', ECOME SE A CANBIARA'.




sabato 19 giugno 2010

OBRIGADO JOSE

"Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono." j.saramago, cecità


"Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa che assomiglia pericolosamente a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un conato di vomito profondo non riuscirà a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrompere le loro vene e per squassare il cuore di una delle più ricche culture europee.

I valori fondamentali della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dai piedi appiccicosi della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolica per abusare delle parole, sconvolgendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, come si chiama il partito con il quale ha preso d’assalto il potere. L’ho chiamato delinquente, questa cosa, e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una valenza negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa.

Per tradurre in forma chiara ed efficace ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli dà abitualmente, sebbene si possa avanzare più di un dubbio che Dante qualche volta lo abbia usato. Delinquere, nel mio portoghese, significa, secondo i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o ai precetti morali”.

La definizione combacia con la cosa Berlusconi senza una piega, senza un tirante, fino al punto da assomigliare più a una seconda pelle che ai vestiti che si mette addosso. Da anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia, ma sempre dimostrata, gravità. Per colmo, non è che disobbedisca alle leggi, ma, peggio ancora, le fa fabbricare a salvaguardia dei suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, e in quanto ai precetti morali non vale neppure la pena parlarne, non c’è chi non sappia in Italia e nel mondo intero che la cosa Berlusconi da molto tempo è caduta nella più completa abiezione.

Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte per servirgli da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui vengono trascinati i valori di libertà e dignità che permearono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale dell’Europa e degli europei. Questo è ciò che la cosa Berlusconi vuole gettare nel bidone della spazzatura della Storia. Gli italiani, alla fine, lo permetteranno? "

[Articolo originale "La cosa Berlusconi" di JOSÉ SARAMAGO]

GRAZIE AD ANDREA PER IL TESTO.

venerdì 18 giugno 2010

MI MUOVO !

Muoviti ! Muovi. Movimento. Movimentati. Movi mentiamoci.
Muovere muoversi mente mentire.
Settimana di poche parole sul blog, come sempre quando nella mia testa le parole son troppe. E se son troppe non escono, perchè non sanno mettersi d'accordo su chi deve uscire prima. E se non si mettono d'accordo litigano, e si azzuffano, e si picchiano, e si rincorrono e si muovono. E mi muovono. E quando mi muovo, muovo qualcosa di nuovo. Perchè confono sempre la "m" con la "n". Cazzo.
E pensare che il 10 giugno doveva finire tutto ed arrivare il riposo. e invece ecco grado, venezia, sassuolo, padova, bastia. Ecco viaggi nuovi, idee gitane, mari del sud, stoccolme ripetute, sogni turchi, suoni delle dolomiti, tornei estivi. Ecco cani squinzagliati a cercare nuovi spazi lavorativi, ecco telefonate e lettere che siglano l'abbandono di 4 anni di rifugiato. Ecco mail che muovono verso acquisti di altri mezzi per muoversi. Ecco tornare notti insonni sul pc, e poi vassoi bicchieri e casse, e poi mail mostre progetti. Cazzo, è tarantella quella che ho dentro, o forse malattia, si forse è il ballo di San Vito. No, è solo moto, è solo mo vi men to.
MUOVITI CAPPE, OCCORRE MUOVERSI.

lunedì 14 giugno 2010

SONO SETTANTA

" ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti
e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti,
ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare
e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare [..]
vola, vola tu, dov' io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare "

UN OMAGGIO


domenica 13 giugno 2010

CUORE ISOLA IN PROMOZIONE !



Si potrebbero spendere molte parole a riguardo di questa grande gioia sportiva, sperata ma arrivata inaspettatamente, dopo addirittura che nei giorni passati si era tramutata in deluzione o veleno. Promozione. E meritata pure, perchè a dispetto del cavillo del regolarmento che ci ha permesso di passare nonostante la seconda posizione raggiunta a parimerito con altre tre squadre, nel campo e nel gruppo siamo stati i migliori. Vinto il girone iniziale, secondo posto ai playoff, tutti gli scontri diretti vinti per differenza punti con qualsiasi squadra incontrata quest'anno, quoziente canestri migliore di tutti, seconda miglior difesa, insomma.... chi più ne ha più ne metta ! E del gruppo ? vogliamo parlarne ? no, meglio di no. il gruppo parla da se, anzi, canta da sè.
E cuo re iiiisola, la lalla lalla là.......
GRANDI RAGA, GRAZIE DI TUTTO.
1,2,4 .. SE O SA' TO MAMA !

mercoledì 9 giugno 2010

ASCOLTA-R-MI

Una forte voglia di essere ascoltato mi pervade. Però la cosa strana, è che più conosci persone, più stabilisci rapporti d'amicizia, più inventi storie ed eventi, e più ti ritrovi da solo. Perchè poi, in quel maledettissimo momento in cui vieni raggiunto dal vuoto, attorno non c'è mai nessuno. Nessuno.
Selezioni a grande velocità le persone di valore, sai che si contano su una mano, una e mezza al massimo, ma non le chiami. Non le chiami perchè sogni che ti chiamino loro, proprio in quel maledettissimo istante, istante che poi a volte dura un intera attesa di sonno.
Lì per lì ti andrebbe pure bene che ti chiamasse anche una tra le altre centinaie di conoscenze che hai, che ti invitasse a bere qualcosa, uscire subito, sai quelle cose che richiedono solo risposta secca e veloce, si o no, ecco si, una di quelle. E rispondere si, convinto. Subito. E poi una volta fuori essere sommerso da problemi altrui, un fiume di idee o di cazzate o di sentimenti, chissenefrega, basta che sia un fiume. E dimenticare, dimenticare, dimenticarti tutti gli stracazzo di pensieri tuoi, che magari affiorano in un attimo sul finale, una frase "ma sai che anch'io..", subito stoppata e spezzata e fermata e giustamente uccisa sul nascere. Un canto del cigno senza rumore, causa una pallina da tennis infilita dritta in gola dello sfortunato volatile. E nonostante tutto questo, essere felici e sorridere, perchè la paura è passata, il mostro fatto tornare nella sua tana nascosta, il veleno antidotizzato a furia di rossi, la nostalgia umiliata dalla potenza dell'acqua altrui.
Altrui. Chi è altrui ? O forse, cos'è altrui ? Perchè Altrui magari a volte è un film, o una canzone, o un intervista, o un sogno, o un bicchiere di vino di troppo, o dio, o mia madre, o un amico vero, o un conoscente non vero, o un rumore, un suono, un qualcosa che occupa spazio e tempo. Un qualcosa che occupi il mio spazio e il mio tempo. D'ora.
E invece Santa lucia 124 è in silenzio, e ascolta. E ascoltare si può perchè due anni fa si è scelto di rinuciare alla televisone, perchè la televisione è una sorta di Lasonil per l'animo e per l'intelligenza umana, uno strato di merda non curativa che obbliga a dimenticare la sensazione, il sentire, che sia dolore od emozione. E ascoltare si deve, perchè da pochi mesi si sono rotte le casse dello stereo, e si è scelto di non ripare più i danni almeno fno alla fine di Settembre. E ascoltare si vuole, perchè sarebbe facile riprodurre un album con il pc o gironzolare per youtube, e ricucirsi qualcosa, ma si vuole, anzi voglio, ascoltare tutto il resto. Ascoltare la vecchia che lentamente chiude i balconi delle sue finestre esposte ad ovest. Ascoltare la voce strillante di un presentatore di talk show che esce a volume elevato dalla finestra di qualche appartamento vicino. Ascoltare Tiziano o Manu che armeggiano in garages alla dieci con qualche componente elettronico da aggiustare. Ascoltare l'ultimo successo di musica popolare balcanica che esce dalla radio dei miei vicini e si insinua a basso volume tra i silenzi dell'intorno. Ascoltare il rintocco saltuario che il cancello automatico della corte batte al rientro serale di qualche altro condomino. Ascoltare le non voci che le fotografie appese alla mia porta cercano di sussurrarmi. Ascoltare moscerini e zanzare che raggiungono speranzose la luce dell'abat-jour che illumina il mio rene destro. Ascoltare infine i miei rumori, i miei suoni, il mio mostro che urla, le mie dita che pigiano, la mia pancia che brontola, le mie parole, i miei pensieri. Ascoltarmi. Ascolta-r-mi.
Buonanotte mondo.
Buonanotte santa Lucia 124.
Buonanotte nicola.

1° CONCORSO "TOP OF THE FLOP" - CATEGORIA.MUSICA

Oggi, nella mia pagina facebook ho indetto uno strano concorso: "top of the flop_categoria:musica". Bhè, sono tanto stupito quanto felice dalla risposta a questa mia iniziativa idiota e perditempo; tuttosommato è un chiaro segnale che c'è tra noi, e nel mondo, voglia di leggerezza, a volte condita da stupidità, e sopratutto da diversità.
Sembrerà banale, ma in tutto questo c'è pure del buono, che si pàò riassumere in 2 concetti semplici:
1 - se stimoltata da un obiettivo, anche stupido, una certa massa di persone, si impegna e investe del tempo e della conoscenza al fine di una ricerca.
2 - a tutti noi, ma proprio tutti, piace RIDERE. Non so di chi sia la citazione, ma dopo oggi sono convinto che sono una risata potrà curare (o forse uccidere definitavamente) la nostra società malata.

Fatta questa breve premessa, passiamo a classifiche e premiazioni.
Pochi i criteri di scelta, non essendoci regole iniziali, e vista l'assoluta complessità e diversità dei materiali arrivati al concorso: la risata fra tutti, poi la tolleranza, lo stimolo e l'originalità (e purtoppo lo stop al raggiungimento del 25° partecipante).

Ecco dunque i vincitori, e in calce tutti i partecipanti con i relativi link, di modo che tutti possiate farvi una scorpacciata di sani "flop", e magari stilare la vostra personale classifica (escluso il chiki chiki, vincitore morale, ma fuori classifica per conflitto di interessi).

premio flop 1° posto | GITAR (andrea garzotto)
premio flop 2° posto | ex aequo | CAN DE TRIESTE (olimpia rubinelli) + GLORIA DELLA MONTAGNA (mantiero marco)
premio flop 3° posto | CIAPA LA GALEINA (silvia martini)
premio flop della critica | ESCE MA NON MI ROSICA (antonio gallucci)
premio flop attore protagonista | GLORIA CASTELLINI in LE PARMIGIANINE (Gloria Castellini)
premio flop straniero | E=MC VAGINA (riccardo bullato)
premio flop bassezza tristezza | DING DING DONG (adele pietrobelli)
premio flop vintage | UNA GIAPPONESE A ROMA (susi menegatti)
premio flop cartoon | IL BALLO DEL QUA QUA (luca de marchi)

partecipanti in ordine casuale:
1- nicola cappellari - chiki chiki - http://www.youtube.com/watch?v=s28qgVd0tEc&feature=player_embedded
2- marta tagliaferro - bella cappella - http://www.youtube.com/watch?v=cXuTcoiar_A
3- luca de marchi- ballo del qua qua - http://www.youtube.com/watch?v=02hQexeamOw&feature=player_embedded
4- silvia martini- ciapa la galeina - http://www.youtube.com/watch?v=VYPfmFYA65A&feature=player_embedded
5- susi menegatti- una giapponese a roma - http://www.youtube.com/watch?v=Buexs7gKyuA
6- gloria dal cengio- il coccodrillo - http://www.youtube.com/watch?v=Eypv-s2k6z8
7- riccardo bullato- e=mc vagina - http://www.youtube.com/watch?v=jvjDr8KKtsE&feature=player_embedded
8- valentina monti- la canzone della felicità - http://www.youtube.com/watch?v=yy3_rkqISKE
9- le gattolente- fiki fiki - http://www.youtube.com/watch?v=L4rlNrjtRJo&feature=player_embedded
10- luisa vedovato- la banana cover - http://www.youtube.com/watch?v=JfjEoQNQDFQ
11- andrea garzotto- gitar - http://www.youtube.com/watch?v=AOzkN8dHnjk&feature=player_embedded
12- mantiero marco- gloria alla montagna - http://www.youtube.com/watch?v=mhL5QdElV00&feature=player_embedded
13- clara crivellaro- why must i cry ? - http://www.youtube.com/watch?v=nro8C2gRcHA&feature=player_embedded
14- adele pietrobelli- ding ding dong - http://www.youtube.com/watch?v=DbYtqAWDF2U&feature=player_embedded
15- gasparini alessandro- esame pu pu - http://www.youtube.com/watch?v=IvvqAypdnLo&feature=player_embedded
16- gloria castellini- le parmigianine - http://www.facebook.com/video/video.php?v=1051566372262
17- elisa ballerini- il ballo del pinguino sexy - http://www.youtube.com/watch?v=VJlwjxnnKYQ&feature=player_embedded
18- olimpia rubinelli- can de trieste - http://www.youtube.com/watch?v=u0LVsufPpAg&feature=player_embedded
19- andrea pauletto- pagliaccio di ghiaccio - http://www.youtube.com/watch?v=frJ_5LkjUtQ&feature=player_embedded
20- antonio gallucci- esce ma non mi rosica - http://www.youtube.com/watch?v=3sCMMhHOmDQ&feature=player_embedded
21- lorenzo padovani- in un buco qualunque del corpo - http://www.youtube.com/watch?v=dILz5G6C5Sw&feature=player_embedded
22- maddalena cason- langelo azzurro - http://www.youtube.com/watch?v=gXxDTWcjzjQ&feature=player_embedded
23- omar panizzon- bidè - http://www.youtube.com/watch?v=qLFG2eRq-g4
24- monica enzo- caipirina - http://www.youtube.com/watch?v=3mK2DQ_vPrA&feature=player_embedded
25- nicola martinello- motocicletta modificata - http://www.youtube.com/watch?v=gLs22zEPPCU

Ragazzi e ragazze, canzoni super flop, allegria e gioia, schifo e tristezza, ci sentiamo presto per la prossima flop-gara !!!!!
State sereni, e ridete, ridete, RIDETE, RIDETE !!!!!!!!!!!!!!!
Cappe


"BEIBE, IU HEVE A POSSABILITI, PLEIDE UIT MI. GHITAR GHITAR GHITAR !"

martedì 8 giugno 2010

STANCO.

LA STANCHEZZA MI VINCE.
SFINITEZZA. SPOSSATEZZA.
STANCHEZZA VINCITRICE.
STANCO, SONO DAVVERO, STANCO.

domenica 6 giugno 2010

SILENZIO


una settimana dopo. rimane solo il silenzio.

venerdì 4 giugno 2010

VELENO vs. SORRISO

Ci voleva il ritorno in patria condito da piccole paure, malattie, notizie negative e delusioni sportive.
Ci voleva proprio.
Merda il mondo.

Ma oggi ho promesso che mi sforzavo di dedicare anche un sorriso alla vita e a voi lettori e non lettori. E quindi partendo dal veleno (che quasi sempre il mio corpo tollera solo ascoltando il caro vecchio guccio), provo a mantenervi-mi vivi !!!

"..se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo.."
l'avvelenata - francesco guccini


giovedì 3 giugno 2010

PRINCIPESSE COL PISELLO 2010


THEY'ARE COMING BACK...

(e portate pazienza che si carichi il video, ne vale la pena...)

mercoledì 2 giugno 2010

QUESTIONE DI LUCE

Ai piedi indosso le mie nuove Rokin. Porto pure gli occhiali, perchè sono parecchio stanco, e quando sono stanco ci vedo poco. Ascolto musica dalla radio, a caso, ed è un qualcosa di nuovo: nel mio viaggio, otto gironi senza musica, da non crederci, conoscendomi. Ho ascoltato i suoni di una città che credevo di conoscere, e invece mi ha stupito come una prima volta. Ho ascoltato la voce automatica che annuciava la fermata della metro; ho ascoltato le mille diverse pronucie dell'inglese perfetto degli svedesi; ho ascoltato le spiegazioni di Lucio, in bilico tra spossattezza fisica e una conoscenza irraggiungibile; ho ascoltato il rumore del traffico di Stoccolma, che seppure non esista, si sente (aimè); ho ascoltato l'urlo solitario di qualche gabbiano che audace s'avventurava nel lungo fiordo fino a Nyborg.
Sono rigonfio di sensazioni, emozioni, ricordi ed idee, come ogni volta che rientro da un viaggio. Giusto così, farò ordine più avanti. Ora do spazio e tempo a ciò che spontaneamente esce da me.
Dunque, mi concedo due pensieri.
Il primo. La luce. Cazzo. E' tutta questione di luce. Guidavo poco fa lungo l'autostrada a4, tra brescia e verona, ove è spirato per oggi il mio ultimo raggio di sole. A stoccolma nel frattempo probabilmente si vedeva ancora così bene che un bimbo cercava con successo la sua biglia nel bel mezzo della confusione di gambe di stureplan. Ok, la latitudine gioca la sua carta scentifico climatica, riguardo tempi, orari e posizione. Ma il colore, il Colore, quello no. Qui c'è il nero, profondo e triste. Là c'è il blu, seppur scuro. E il blu esiste perchè da qualche parte c'è una candela la cui fiamma non uccide il buio, ma lo illumina. Stoccolma.
Il secondo. La poesia. E' anche tutta questione di poesia. O meglio, di saperla trovare, vedere, capire, condividere. E sono felice di me stesso per questo, perchè alla soglia dei miei 350 mesi di vita, provo a trovare della poesia in tutte le cose che faccio, o quasi tutte. E ne sono felice.
Buonanotte lettori inesistenti.
Buonanotte.
n.


BALTICO (UTO)

Fuori, da quel vetro
mare. Scuro ed increspato.
Nuvole dal netto profilo,
e isole, rigonfie di pini.

Dentro
una bottiglia di birra chiara,
il riposo di una vecchia reflex,
lo scrivere di un uomo pieno di sogni.

Salgo le scale,
il vento di nave mi spettina
questi capelli colore di fieno.
Lo sguardo, bolina.

Mai così solo.
Mai cosi lontano.
Mai così sicuro.
Mai così. Vivo.


27.5.2010


martedì 25 maggio 2010

VI SALUTERO' STOCCOLMA

Tra qualche ora volerò a Nord, nella luminosa Stoccolma.
A presto amici miei, tornerò la settimana ventura.
Spero che la vita possa nel frattempo regalarvi qualche buona emozione.
Vi ses snart !





"..Viaggiano i viandanti
viaggiano i perdenti
Viaggiano i perdenti
più adatti ai mutamenti.."

CSI / In Viaggio

ARTY PARTY COMING SOON



MI RACCOMANDO, NONOSTANTE LA MIA ASSENZA, NON PERDETEVI IL PROSSIMO FINE SETTIMANA L'EVENTO >ARTY PARTY !!!!

TUTTE LE INFO SU THEARTYPARTY.BIZ

sabato 22 maggio 2010

GRACE UNDER PRESSURE

"ragazzi che non credono più nè alla moralità pubblica, nè a quella privata. Ipocrisia del potere... è proprio dalla violenza del potere che nascono artisti, poeti, musicisti, gente nuova che rifiuta la violenza, e insieme alla violenza anche tutto il resto.Grace under pression. Grazia sotto pressione."
Angeli dalla pelle troppo sottile
Fernanda Pivano-Giulio Casale


THANKS TO MIKI.

venerdì 21 maggio 2010

>Arty Party | WORK IN PROGRESS



WORK IN PROGRESS FOR MY FIRST PHOTOGRAPHIC EXPOSITION...

>ARTY PARTY

mercoledì 19 maggio 2010

MEMENTO

Mi piacerebbe addormentarmi ora, e svegliarmi a metà agosto in spiaggia ad abba urci, sulla mia sdraio acquatica, il libro aperto poco lontano, le cui pagine sono tenute ferme solo dalla maschera snorkeling, disegnata dalle gocce essicate al sole. Gli occhi che non si raccapezzano del luogo e del tempo, la mente scorre veloce gli ultimi ricordi e si, i mesi infernali son passati, i viaggi sono andati bene, i lavori tutti consegnati e piaciuti, le fatture pagate, la lettera di disdetta affitto consegnata e pure già un nuovo affittuario subentrato; la festa in corte di addio al mio appartamento è stata fantastica, c'erano tutti i miei amici più cari, ci siamo sbronzati un pò, eravamo leggeri e spensierati e abbiamo preso sonno sul divano; poi il camnpionato vinto, le lacrime versate, il weekend in montagna vino e canti di gioia con i compagni, e l'annuncio delle scarpe appese al chiodo; le mostre concluse, con gloria e soddisfazione per impegni che durano da ormai anni... qualche promessa d'acquisto e di contratto, il giusto bagaglio di speranze lavorative per passare un estate serena; ancora la proposta d'affitto firmata con gli amici, a settembre 300 metri quadrati du una vecchia fabbrica in centro saranno pronti da ristruttuare ed adibire a studio e circo culturale, e finalmente l'inverno sarà una stagione ricca come non accadeva da anni; poi qualche metro più a riva, due occhi che mi sembra di non conoscere mi spiano curiosi, ma ricchi di sentimento e speranza, riccchi di quel coraggio che li ha portati dopo pochi mesi ad una vacanza improvvisata e condizionata da altre presenze, ma volute, perchè si sa, i primi mesi il fuoco e l'ardore di coppia è incontrollabile e fa fare scelte a volte assurde, ma non per questo meno belle e incredibili.Chiudo gli occhi.

Li riapro. Le mie dita pigiano i tasti del notebook hp9420 che tante battaglie ha combattuto. Alle mie orecchie Oblivion di Piazzola, che sinceramente non mi convince appieno, troppa incertezza, troppo studiarsi, troppa lentezza e gambe che si sfiorano timorose, manca quel briciolo di fuoco e passione travolgente in più che mi fa identificare il tango con la parola 'perdizione'. Ho appena sognato ad occhi aperti una nuova stagione, conclusione di 6 mesi di progetti ed impegno, non sempre convinto. Per terra davanti a me ,le foto scelte per una piccola mostra fotografica a cui parteciperò, timoroso che il mio carillon sentimentale possa essere sporcato da qualche infame quanto vero commento. Nel divano, sotto il mio pesante sedere, duie gambe stanche si incrociano, e sostengono (non volendolo) un corpo stremato, bisogno di riposo e di una carezza. Sul tavolo, ricolmo di carte, documenti e mappe stoccolmesi, riposa vuoto e anche un poco maleodorante un bicchiere di vetro, il cui arduo compito tardoserale è stato di fungere da ponte tra oltre un litro di birra e un'abituata e volgare bocca maschile.

La stessa bocca che tra se e se durante il giorno bofonchiava parole attorno ad un film, canone inverso, visto, più volte, e aprezzato; la stessa bocca che ripete incerta lezioni di inglese, conscia di steccare al primo esame ufficiale; la stessa bocca che ieri tra un sorso di nocciolato e un respiro smezzato, iniziava discorsi senza mai finirli, una sorta di omaggio all'input, all'incipit; la stessa bocca che canticchia brunello da ormai qualche giorno; la stessa bocca che non s'apre, ora, che crea scudo ai pensieri, rimandandoli veloci e magari un poco storpiati a questi incerti polpastrelli.

che sia una lunga notte, e che magari s'abbia un sogno travagliato e magico.

domenica 16 maggio 2010

LIGHTS TENDERNESS

C'era una volta una soffice luce che, alle 20.42 precise, accarezzava con grazia le candide pietre dei palazzi un pò fatiscenti a Santa lLucia.
C'era una volta una luce che andava esaurendo il suo giallo calore e baciava con gli ultimi raggi i pendii coltivati a vino della frazione di San Vito.
C'era una volta una luce che grigia e silenziosa, a passi felpati penetrava dai balconi della camera del giovane Namazio e urlava a gran voce chiedendone il risveglio.
C'era una volta una luce che fioca sfiorava la polvere di un vecchio abatjour, rimosso dalla sua posizione natale per far spazio a veloci ed insipide cerimonie schiamazzanti e brindanti.
C'era una volta una luce che giocava al gioco dell'incertezza dentro ad una testa, accendendo e spegnendo casualmente idee, emozioni, raggi di vita.
C'era una volta una luce tremolante di una moderna candela, che vibrava nella buia stanza da bagno e sola si rifletteva sulla superficie d'acqua di quella vasca, dividendo l'aere dalla stanchezza profonda.
C'era una volta una tromba il cui suono viaggiava sognante, accarezzando tutte le luci di quella semplice domenica di maggio, teneramente..

IL TEMPO ANDATO

IL TEMPO ANDATO.
LE COSE ANDATE.
I RICORDI ANDATI.
LE OCCASIONI PASSANTI.
NON TORNERANNO PIU'.

venerdì 14 maggio 2010

OSTERIE DI FUORI PORTA

Stasera, si cena fuoriporta.
Torta fritta, culatello, salumi, chicche, lambrusco e GUTTURNIO.
Stasera, si torna a Parma. Anni dopo. 4 anni dopo.
Grazie al gruppo ViaggioCorbu di Parma.
Grazie anche ai miei ricordi.

"...Non lo crederesti ho quasi chiuso tutti gli usci all'avventura,
non perchè metterò la testa a posto, ma per noia o per paura.
Non passo notti disperate su quel che ho fatto o quel che ho avuto:
le cose andate sono andate ed ho per unico rimorso le occasioni che ho perduto...

Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta,
ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta:
qualcuno è andato per formarsi, chi per seguire la ragione,
chi perchè stanco di giocare, bere il vino, sputtanarsi ed è una morte un po' peggiore."


giovedì 13 maggio 2010

LA CANZONE DELL'ORSO

Io ci ho passato una fottuttissima infanzia dentro a questo film e a questo libro.
Io in tante donne che trovavo ho cercato (forse cerco) incosciamente sempre gli occhi di Aidi.
Io forse mi sono comperato una vespa perchè volevo lanciarla urlante su un colle, come il vecchio Alex.
Io quella banalissima quanto dolce e perfetta canzone dell'orso non l'ho ancora sentita.
O forse si ?
Radici. Mie radici.
Porcamerda.



mercoledì 12 maggio 2010

DI SERA, DI NOTTE

Occhi socchiusi
si schiudono
chiudono, a volte
si chiudono
aprono, a pochi
s'aprono
lacrimano
gioia, dolore, sonno.



Che non ha misura, né mai ce l’avrà
Che non ha soluzione, né mai ce l'avrà
Che non ha ricetta
Che sarà che sarà

martedì 11 maggio 2010

COSA MI RISERBI VITA ?

Giorni assoluta mente strani.
Strani come le piadine al broccolo di venerdì.
Strani come l'appartamento di Seba.
Strani come le sensazioni che si provano a riparlare con vecchi compagni di scuola dopo anni di lontanza.
Strani come un pacco regalo che arriva servito su vassoio di sabato mattina.
Strani come le sensazioni di dolcezza di un pomeriggio di pioggia. Pioggia?
Strani come le mie nuove scarpe da vigile del fuoco, abbinate a bretelle, collana e cloè.
Strani come inaspettate quanto piacevoli conoscenze del sabato notte, binari.
Strani come nove faticosissime ore di lavoro domenicali.
Strani come premi inventati, dal grande valore enologo e musicale.
Strani come un lunedì che non si volta, che canta francese, e che suda speranze.
Giorni strani, ma di assoluta soddifazione.

venerdì 7 maggio 2010

YO SOY CUORE ISOLA

12 VITTORIE CONSECUTIVE. 2° POSTO DA SOLI. ENTUSIASMO ALLE STELLE. GRUPPO SPETTACOLARE. ULTIMO MESE, TENIAMO DURO RAGAZZI !
CUORE ISOLA

giovedì 6 maggio 2010

NAMAZIO E UN DIVANO DI CUOIO



Caspita, quando Namazio cercò di scendere nel profondo del pozzo di Clemenzia, il vino stava oramai finendo e la serata sfumava.
I muri del piccolo salotto riflettevano con pacatezza una forte luce biancastra che poche ore prima aveva marcato ombre sul viso di alcuni attori di strada. Un curiosissimo giovane signore, dal maglione vintage grande almeno un paio di taglie in più del necessario, malediceva l'imperfezione del suono che stava turbando il suo ascolto musicale.
"Aimè !" esclamò Namazio "ci sarebbe un lungo, tortuoso e panoramico sentiero che condurebbe al nostro interno. Forse vista l'ora non è il caso di intraprenderlo!"
"Ragioni bene! Ma che peccato, sarei curiosa di scoprire qualcosa di quel buio." bofonchiò Clemenzia.
Nel mentre il suo piccolo stomaco affamato tenne un concerto in Do maggiore, al quale assisteva quel solitario pezzetto di mortadella che quasi affogava nella garganega.
"Senti Clemenzia, avremo magari un tempo migliore, chissà dove e chissà quando, per discutere di pozzi, profondità, luci,ombre e limiti mentali e spirituali. Vorrei però ora solo cercare di costruire una scenografia mentale di quel tempo futuro, e mi permetterò pure di consigliarti una lettura."
"Vai, sono tutta orecchie." (che è un modo di dire, non fraintendetemi)
"Immagina un campo di grano, appena mietuto, dal colore giallo intenso. Immagina un vecchio divano di legno e cuoio, dalle sfumature marroni scure. Poi un piccolo terzetto d'archi, giovani e talentuose ragazzine orientali, che suonano il Trio Op50 di Tchaikovsky. E noi due Clemenzia, che sorseggiando un nero d'avola barricato discutiamo di pozzi. In lontanza, un gruppo inferocito di contadini armati di forche corre nella nostra direzione, ma sembra non avvicinarsi mai (forse sarà l'effetto del vino)"
"Penso sia la scenografia questa, giusto Namazio?"
"Certo."
"Sogni molto Namazio?"
"Certo."
"E il libro, appartiene anch'esso al tuo mondo mentale o esiste davvero?"
"Esiste, esiste; è un libro di Haruki Marukami, s'intitola 'L'uccello che girava le viti del mondo'."
"Lo leggerò."
"Lo leggerai?"
"Lo leggerò, promesso."
Voltate le spalle al piccolo salotto e al curioso signore dal largo maglione, Namazio e Clemenzia si avviarono testa china verso l'uscita, senza aggiungere altre parole, lasciandosi alle spalle una piacevole ma breve chiaccherata. Varcata la soglia, e superato il piccolo portico, presero strade diverse, senza salutarsi, ma con spensieratezza.
I piedi di Namazio finirono maldestramente dentro una pozzanghera, ma lui non parve farci caso, e proseguì diritto e fradicio per la sua via, per il suo altrove.
Clemenzia invece si voltò un paio di volte, come se avesse scordato qualcosa, ma la luce biancastra che usciva da quel salotto urbano non le permise di seguire con lo squardo l'incerta passeggiata di quel buffo ragazzo dalla tiracche rosse.
Poi, qualche ora più tardi, e in chissà quale parte del mondo, un cuculo appisolato sul bracciolo di un vecchio divano di cuoio, emise un lunghissimo 'fiùùùùùùù' che non gli si addiceva per nulla.
n.06.05.2010

martedì 4 maggio 2010

VO-CAP-OLARIO: FRAGILEZZA

Le mie ultime notti mi hanno portato in dono una nuova parola: FRAGILEZZA.

Fragilezza: dicesi di una persona che denota una fragile leggerezza. Fragilezza si abbina ai colori tra il bianco candido ed il primo rosa, al profumo del pino e al pane carasau. Ama la musica dei Sigur Ros, ma forse non lo sa ancora.




lunedì 3 maggio 2010

GRAZIE, MAESTRO.

"PRIMA SCRIVO LE COSE, E POI MI SUCCEDONO."
"e stelle filante, sopra tutti quanti !"
che testo signori, che testo.
grazie, maestro.

sabato 1 maggio 2010

CAP-PE-RFORMANCE: DIRTY IDOLL CONTEST


MY FIRST PAINTING CAME BACK HOME !